A Olinda il carnevale
inizia alla mezzanotte del sabato.

L’Uomo della Mezzanotte
(o Homen da Meianoite) esce da una
delle casette colorate che si affacciano al campo che affianca la Igreja da
Nossa Senhora do Rosario dos Homens Pretos. La folla, in attesa già da qualche
ora, esplode in un boato festoso quando a mezzanotte in punto il grande boneco biancoverde in doppiopetto,
basette, mustacchi, orologio e dente d’oro, a fatica sfila chinandosi sotto
lo stipite l’alto cappello a cilindro e
varca la soglia avviandosi per strada. La banda innesca la follia nel frastuono
di mortaretti e fuochi d’artificio che illuminano la notte di suoni e di
colori. La prima formazione di musicanti e ballerine guidano il corteo danzando
sul tormentone che accompagnerà incessante tutto il più famoso carnevale di rua del Brasile. Solo poche
ore a notte fonda si poseranno bombardino, tamburo e trombone esausti per aver
suonato tutto il giorno sotto il sole inclemente per le vie strette d’Olinda.
Già con le prime ore dell’alba tarararararara… e le ragazze ritornano a
sgambettare i passi di frevo con gli ombrellini colorati e le gonnelline
lucenti di strass.

Il carnevale a Olinda si
muove a ritmo di frevo, le bande che da São Pedro, passando dai Quatros Cantos percorrono la Rua do Amparo fino alla Travessa do Rosario per poi ricominciare
il percorso, si penetrano, s’attraversano, cozzano e spingono i loro bonecos su per le ladeiras assolate. La danza delle ballerine è un miracolo di
energia e vien da chiedere dove trovino il fiato per muoversi e saltare in quel
modo così forsennato. I movimenti tuttavia sono aggraziati e armoniosi, ma è il
risultato che possono raggiungere quelle
giovani che fin dai primi mesi di vita vivono corpo e spirito di partecipazione
all’ombra dell’estenuante carnevale d’Olinda. Solo i gruppi più numerosi e meglio
organizzati hanno bonecos e ballerine, mentre i gruppi famigliari
indossano una semplice maglietta o un segno di riconoscimento. Alcuni di questi
pupazzoni che trascinano le compagini festanti sono espressione di eventi della
vita quotidiana, della fofoca (il pettegolezzo) locale e della politica
o ancora sono veri e propri tributi a personaggi popolari. In ogni caso si
tratta della passione e della locura di gente che da sempre si prepara
al carnevale con meticolosa costanza mesi e mesi prima di febbraio. Per fare un
esempio dal carnevale del 2008 fra i blocos della sfilata è presente un tributo
a Tio Bob: i cari dreadlocks di Robert “Zio Bob” Nesta Marley sfilano
per le ladeiras di Olinda.

Per tutto il Brasile il
carnevale è un evento particolarmente sentito. A queste latitudini il periodo a
cavallo della Quaresima segna il limite del periodo estivo, tant’è che la fine
del carnevale coincide con l’inizio delle attività scolastiche e con il ritorno
dalle vacanze: un motivo di tristezza in più quando il trenino spensierato
arriva all’ultima fermata della quarta-feira (il mercoledì delle Ceneri). A
Olinda lontano dai fasti dei sambodromi carioca o paulista, si svolge uno
spontaneo carnevale di strada che date anche le ridotte dimensioni della cittadina,
non assume le proporzioni gigantesche del carnevale di Salvador de Bahia.

Per chi non conosce il
luogo o chi visitasse Olinda solo di passaggio, capitando in città qualche
giorno prima, penserebbe diversamente. A Olinda ogni pretesto è buono per festeggiare:
un Santo importante, celebrazioni d’ogni sorta e ricorrenze anche le più
insignificanti, costituiscono un pretesto che ciascun olindense giudica valido
per far baldoria. Ma nel periodo di carnevale, vale a dire già qualche
settimana prima (ma anche per molti giorni dopo - il 12 di Marzo è
l’anniversario di fondazione della città, anno 1537) le commemorazioni si
susseguono a ritmo sempre più serrato. Fino alla notte del sabato quando il boneco più antico d’Olinda segna
l’inizio ufficiale del carnevale.
A Recife frattanto la
marea umana nella zona attorno l’Avenida
Guararapes e il suo ponte ha già festeggiato la chiamata del Galo da Madrugada col suo maior bloco do Mundo ossia una delle
maggiori concentrazioni di anime accalcate, pigiate e pressate attorno a un
avvenimento pubblico che l’odierna umanità conosca: sconsigliato vivamente a
tutti i soggetti affetti da agorafobia. Nei punti chiave di Recife e Olinda del
resto si riversano in questi giorni di movuca
una massa non ben quantificabile di brasiliani. Per chi ama la calma
dell’elegante Olinda coloniale, sonnecchiante ma colorata, viva ma indolente,
il periodo carnevalesco è senza dubbio il meno indicato.
Il carnevale brasiliano
confonde la sua dimensione storica, legata al
colonialismo portoghese soprattutto nella seconda metà del XVII secolo, con la
dimensione artistica e sociale così peculiarmente legate in questa terra. Il samba e le sue scuole nascono inizialmente per
essere concepiti per l’evento carnevalesco e per l’accompagnamento musicale
delle sfilate dei blocos per le strade delle antiche città. Ma è a Olinda e
Recife che si è preservata maggiormente questa dimensione storica… Pur essendo
difficile riuscire a risalire alle radici di questa manifestazione poiché sia
la genesi e che l’evoluzione di un evento così particolare è senza dubbio molto
complessa, un tratto caratteristico lega tutti i carnevali del nordeste e
quello pernambucano in particolare: la sua musica. Si può tracciare
l’evoluzione sociologica del fenomeno attraverso i vari stadi in cui si è
evoluta la musica che da sempre l’accompagna: a
ritroso nel tempo dagli odierni trios
eletricos con i sound systems sui camions, passando per i blocos di rua, dalle scuole di samba enredo arrivando fino alle ormai
antiche forme di maracatù.

Il maracatù rappresenta
la radice più antica del samba moderno, ma aldilà dell’aspetto
artistico-musicale, attraverso le sue manifestazioni, durante le sfilate si
ri-evoca e si tramanda la memoria di trascorsi ancestrali. Si perpetua
l’attaccamento di un popolo alla sue radice, alle proprie credenze e alle
proprie concenzioni di vita. Allo stesso modo, in un passato ormai lontano, i
discendenti degli schiavi afro-americani
intendevano perpetuare la memoria degli antichi fasti di re e regine africane,
celebrati con sfarzosi costumi che facevano cornice a danze e ritmi pieni di
forza. Le sfilate per le vie di Olinda e di Recife ancora celebrano quel
memoriale con viva partecipazione.

Un consiglio: non
perdetevi la Notte dei Tamburi Silenziosi
una festa particolarmente sentita che è ancora alle sue prime edizioni. A
Olinda ai piedi della chiesa da Nossa
Senhora do Rosario dos Homens Pretos, nella stesso luogo in cui o Kalunga (l’uomo della mezzanotte) dà
inizio, anno dopo anno, al Carnevale.
Links ufficiali consigliati:
http://www.braziltour.com/site/it/cidades/materia.php?id_cidade=8480®ioes=1012&estados=1164
http://www.olinda.pe.gov.br/portal/index.php
http://musibrasil.net/stt/vsl_stt.asp?ids=35